Animali, uomini, mostri : tenerezze e orrori per un’anima sulla soglia
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Anna Maranini
Università degli Studi di Bologna
A partire dal simbolo dell’anima come raffi gurato in un’edizione cinquecentesca de l’Acerba di Cecco d’Ascoli, si offrono qui alcune testimonianze di ‘esseri volanti’ che si sono prestati a rappresentare l’anima che oltrepassa un limes, una soglia, a volte nella loro bona pars, a volte nella loro mala pars. Oltre ad associare l’anima ad animali che possiedono ali per natura o ad esseri alati immaginari, la letteratura medievale e rinascimentale ha dotato l’anima di ali anche quando l’ha raffi gurata con parvenze umane. L’immaginario si è perciò popolato di strani esseri, monstra, portenta ed ibridi che si alzano verso l’alto per attraversare il limes degli elementi (acqua, aria, terra e fuoco). Quando si trova su di una soglia che tenta di superare o che deve superare, l’anima può essere rappresentata da un essere straordinario, fuori dell’ordinario, fi gurazione di un portentum o di un monstrum. Una delle più importanti fonti classiche per la tradizione letteraria è Apuleio. L’anima razionale che ha mantenuto i segni del divino sia nella cultura pagana sia in quella cristiana, si è compenetrata con i signifi cati simbolici di volta in volta assunti dalle icone.
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Com citar
Maranini, Anna. «Animali, uomini, mostri : tenerezze e orrori per un’anima sulla soglia». Faventia, 2010, p. 189-14, http://raco.cat/index.php/Faventia/article/view/264000.
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