Revistes Catalanes amb Accés Obert (RACO)

Periferie al centro: gli spazi liminari della città di Genova tra crisi dell’architettura, identità dei luoghi e interventi di rigenerazione urbana e culturale

Paola Valenti

Resum


Lungi dall’essere liquidabili come zone d’espansione in rapporto di interdipendenza con il centro cittadino o come tessuti urbani costellati da quelli che, secondo l’ormai logora definizione di Marc Augé, si dicono “non-luoghi”, le periferie urbane sono oggi al centro di un dibattito pluridisciplinare volto, tra l’altro, a decostruirne l’immaginario e a elaborarne nuove possibili rappresentazioni.

Genova, città policentrica per conformazione territoriale e per vicende storiche, variamente definita “città di periferie” o “città senza periferie”, occupa un posto di rilievo all’interno di tale dibattito: nel suo centro storico convivono distretti amministrativi e terrain vagues, zone gentrificate ed ethoscapes, mentre al di fuori di esso i diversi quartieri conservano caparbiamente la loro identità di piccole realtà urbane con un loro proprio centro e le loro periferie. Queste ultime costituiscono uno scenario complesso, nel quale ogni reductio ad unum risulta impossibile: le periferie a Genova impongono l’uso del plurale anche quando in esse si ripropone il medesimo modello architettonico della “macchina per abitare” di lecorbusiana memoria che, nella sua acritica reiterazione, ha segnato uno dei più drammatici fallimenti dell’architettura del movimento moderno.


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