Summa theatri. Il pubblico femminile negli edifici teatrali tra norma e prassi

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Silvia Braito

La documentazione epigrafica costituisce una delle fonti primarie per lo studio dell’occupazione dei posti negli edifici teatrali del mondo romano, che a partire dall’età augustea segue una rigida organizzazione spaziale che rispecchia strettamente la gerarchia
sociale. L’analisi dei nomi femminili su questi supporti, attestati in diversi edifici di spettacolo sia dell’Italia romana sia delle Province dell’impero, da Córdoba ad Atene, consente di documentare la loro presenza sia sui sedili della cavea, sia in settori specifici degli edifici teatrali, come forse una loggia e la proedria. Le testimonianze documentano inoltre come, in molti casi, la concessione di un posto a sedere riservato rispecchiava il ruolo pubblico ricoperto da determinate donne nelle comunità di provenienza, come sacerdotesse o donne di famiglie appartenenti alla nobiltà locale.

Paraules clau
Teatro romano, sedili iscritti, lex Iulia theatralis

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Com citar
Braito, Silvia. «Summa theatri. Il pubblico femminile negli edifici teatrali tra norma e prassi». Sylloge epigraphica Barcinonensis: SEBarc, 2024, núm. 22, p. 247-74, http://raco.cat/index.php/SEBarc/article/view/437118.

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